Turisti sì, turisti no, turisti sob: la folla ingestita

Primavera non bussa, lei entra sicura … e con lei nella Città di Como entrano le prime ondate di turisti.

Basta qualche raggio di sole e subito la Città si riempe di turisti.
Non invasa, non assediata … come spesso titolano i giornali locali … perché i turisti non sono barbari sul confine dell’impero, non sono nemici che vogliono espugnare la città: sono una risorsa che la città la fa vivere, la riempe e la completa.

Come ogni risorsa però anche i turisti vanno gestiti.

Probabilmente è vero quello che rileva la Camera di Commercio locale,  quello visto a Pasqua e Pasquetta non è turismo nel senso più aulico del termine, probabilmente si tratta davvero di semplici “scampagnate in città” ma resta il fatto che i flussi vanno gestiti.

Non aiuta, nella gestione dei flussi, l’impossibilità a caratterizzarne il comportamento a causa il mancato rinnovo della convenzione per la gestione e l’implementazione del servizio ComoSC2, un servizio all’avanguardia che ha fatto brillare la nostra Città nel panorama delle Smart Cities, le città del futuro.

Il sistema, semplice nella sua complessità e ancora in fase sperimentale, consentiva di immagazzinare una serie di dati sui movimenti delle persone all’interno della città (la fase sperimentale, se non vado errato, tracciava il visitatore dall’ingresso in Piazza del Duomo fino alla sua uscita analizzando i tempi e i punti in cui si soffermava, i percorsi seguiti), incrociava le ricerche fatte su internet dai dispositivi mobili agganciati alle celle cittadine, i post sui social network, e i dati della ricettività delle strutture cittadine.
Consentiva di aggregare questi dati, di capire e studiare gli interessi dei turisti italiani, di quelli stranieri, di chi entrava in città solo per una “gita” e di chi invece decideva di trascorrervi un weekend o magari una settimana.
Tutti questi dati, una volta messo a regime il sistema, avrebbero consentito di creare una serie di servizi volti a personalizzare e massimizzare l’esperienza dei turisti, con un immaginabile ritorno sia in termini di fruibilità della città sia in termini di introiti per le numerose attività commerciali che in città operano.

Ne ho parlato al passato, perché la notizia di ieri è che il Comune ha deciso di abortire il progetto, come titolano i giornali locali.

L’interesse per un settore che  rappresenta il 15% del PIL locale sembra essere scarso se non addirittura nullo, manca una chiara visione strategica.
Non sto parlando solo dello spostamento dell’infopoint dalla centralissima e riqualificata scala del Broletto alla nascosta e dimenticata piazza Gobetti: sto parlando proprio di una visione e pianificazione su larga scala per gestire in maniera sostenibile il turismo in Città.

Manca una programmazione che sia in grado di dare uno scopo ai turisti, che sia in grado di valorizzare le eccellenze naturalistiche e culturali del territorio, che possa davvero attrarre un turismo in grado di portare indotto e valore aggiunto al territorio, ripagando in un certo senso anche gli inevitabili disagi che gli elevati afflussi generano ai residenti.

La risposta odierna dell’amministrazione sembra essere quella di avere più parcheggi a disposizione dei turisti, come se le interminabili code sulle principali vie di accesso cittadine fossero dovute alla ricerca di un posto auto, situazione smentita dai fatti che vedono analoghe code in uscita al termine della giornata.
Code di auto che oltre a rendere difficoltosa, se non impossibile, la fruizione della Città da parte dei residenti, incrementano notevolmente la quantità di particolato nocivo.

Eppure il tema di una alternativa alla mobilità attuale era stato speso da tutte le forze politiche in campagna elettorale, compresa la coalizione che ha ricevuto l’incarico ad amministrare la Città.
La soluzione è lì evidente, scritta nero su bianco, ed è l’incremento e la sponsorizzazione della mobilità pubblica, al fine di lasciare quei posti che la conformazione orografica della città consente di creare, ad uso dei residenti e dei turisti a permanenza plurigiornaliera.
Como non ha bisogno di nuovi parcheggi, almeno non solo.
Como ha bisogno di incrementare i parcheggi di cintura, in capienza e in uso, e di collegarli con soluzioni sostenibili come la metropolitana leggera, le navette e le motonavi, al centro città.

 

Quando nell’estate 2017 la città ha rinnovato la sua amministrazione ho visto con interesse la scelta di accorpare alcune deleghe importanti per questa tematica in un’unica persona, peraltro non diretta espressione della politica locale e quindi potenzialmente influenzabile da logiche di lobby, perché si sarebbe potuto creare un volano di rilancio per il territorio.
Integrare su un’unica figura, le deleghe su Turismo, Ambiente, Finanziamenti pubblici e comunitari era, e speriamo sia, una grande occasione per un rilancio di un turismo ecosostenibile, in grado di valorizzare le peculiarità del territorio anche andando ad attrarre finanziamenti pubblici, e privati, funzionali a creare tutte quelle infrastrutture necessarie alla valorizzazione della città.
Strutture che non penso siano, come annunciato dal collega di Giunta, più parcheggi.

Le opportunità sono molteplici, sia per le attività commerciali, perché se i clienti possono impiegare il tempo a fare il tanto osannato shopping anziché a cercare parcheggio ne beneficiano anche loro, sia per le attività ricettive, perché se la Città offre attività culturali anche la permanenza aumenta o viene incentivata.

Una nuova stagione turistica è alle porte, speriamo che l’amministrazione cittadina sia in grado di gestirla al meglio portando benessere e ricchezza al territorio, l’avvio non è stato dei migliori ma speriamo che ci sia un crescendo in miglioramento.

Just my two cents,
Matteo Introzzi

 

 

ZTI – Zone a Traffico Integrato

Questo non è un articolo. Non è un post finito. Sono appunti e considerazioni emerse in una uggiosa giornata inglese scaturite da una interessante conversazione nata su Facebook che vuole essere il punto di partenza per un dialogo, un confronto e -perché no- di magari più approfonditi discernimenti da riprendersi in futuro.

La questione ruota introno ad un quesito semplice quanto legittimo: uno scooter elettrico può circolare ZTL a Como? Il Comune ha predisposto delibere al riguardo?

Il documento “PNire” redatto dal Ministero dei trasporti nel 2016 al riguardo prevede, tra le misure atte ad incentivare la mobilità elettrica “Dovranno inoltre essere inserite norme sulla condivisione delle corsie preferenziali, definizione di ZTL permeabili alla mobilità elettrica” andando più avanti ad esplicitare “In linea con le principali caratteristiche urbanistiche delle aree coinvolte risulta auspicabile che il Piano (della mobilità elettrica nd.r.) preveda, per i mezzi alimentati ad energia elettrica (ibridi plug-in o solo per gli elettrici puri), l’utilizzo di corsie preferenziali, aree di sosta gratuite dedicate, possibilità di accesso alle ZTL

Nel dicembre 2016 viene emanato il D.lgs 257 del 16.12.2016 che all’art 19 c.1 recita “Gli enti territoriali, con propri provvedimenti, consentono nelle aree a traffico limitato la circolazione dei veicoli alimentati a combustibili alternativi elettricità, idrogeno, gas naturale liquefatto-GNL, gas naturale compresso – GNC e gas di petrolio liquefatto – GPL, oppure una loro combinazione e dei veicoli a funzionamento ibrido bimodale e a funzionamento ibrido multimodale e, subordinatamente a opportune condizioni inerenti la protezione ambientale, escludono i predetti veicoli dai blocchi anche temporanei della circolazione” andando di fatto a porre veti e limitazioni unicamente in caso di “protezione ambientale”

La discussione citata in incipit partiva da questi assunti e si spostava quindi su come andare a normare l’accesso di veicoli elettrici perché se da un lato il principio ispiratore della norma, l’incentivo alla mobilità elettrica, è sacrosanto dall’altro non possono essere non considerati aspetti legati alla conformazione del tessuto urbano e alla sua fruizione.

Riguardo alla gestione del traffico e la creazione delle ZTL rimando ad un come sempre interessante articolo dell’avv. Lorenzo Spallino che potete trovare a questo link sul suo blog nel quale viene chiaramente espresso il concetto un concetto che mi permetto di citare: “Forse il traffico è, o è soprattutto, un problema di cultura, di permeabilità del tessuto sociale a politiche di gestione del traffico non passive, rispettose dei diritti di tutti ad utilizzare le strade e le piazze non solo come assi di attraversamento veicolare” e sul quale mi trovo perfettamente concorde.

Proprio partendo dal concetto che le politiche di regolamentazione devono essere rispettose dei diritti di tutti ad utilizzare le piazze e le strade mi sono interrogato su come, a distanza di oltre 30 anni dalla nascita delle ZTL, con particolare riferimento a quella di Como, si possa integrare entrambi i principi sopraespressi e sono arrivato alla conclusione che le ZTL debbano essere necessariamente trasformate in ZTI: Zone a Traffico Integrato 

Per zona a traffico integrato intendo, forse non usando una terminologia appropriata, delle zone in cui possano coesistere vari tipi di mobilità, gestite in modo tale da garantire il rispetto dei diritti di tutti e di massimizzare la fruizione della città con le giuste tutele per tutti gli stakeholder.

Per quanto mi riguarda sono un accanito sostenitore del concetto di smartcities nelle quali l’uso sapiente della tecnologia semplifica la vita dei cittadini e della Pubblica Amministrazione. Non ho nemmeno approfondito se esistono già esempi per una gestione integrata della mobilità ma non è certo un problema… abbiamo mandato un robot a cercare acqua su Marte teleguidato da un ufficio sulla Terra, non ci dovrebbero essere criticità insormontabili nella gestione di aspetti più terreni, se si ravvisa la necessità di una cosa non esiste è il momento giusto per crearla!

Ci sono zone in una città che devono essere assolutamente pedonali, sopratutto negli orari di massima fruizione, però è anche vero che vi possono essere zone che pur dovendo essere tutelate dalla presenza di traffico veicolare (e quindi inserite in una ZTL) possono supportare l’accesso da parte di mezzi elettrici che, a seconda dei casi, possono anche essere normati per dimensione, ingombro e utilità. Un SUV elettrico non è la stessa cosa di uno scooter elettrico, e una città moderna e attenta ai bisogni dei suoi cittadini non può non tenerne conto.

La gestione delle ZTI potrebbe essere affidata a sistemi di accesso basati su dissuasori mobili controllati da remoto mediante un sistema di controllo incrociato della targa del mezzo che intende accedere alla zona, dalla targa è possibile risalire al mezzo e quindi potenzialmente a tutte le sue caratteristiche.

La ZTI può permettere quindi la circolazione di veicoli in determinate ore (quelle a scarsa saturazione pedonale) e inibirla in altre ad alta densità di fruizione, può regolare permessi in funzione dell’utilizzatore o in funzione della caratteristica del mezzo e può anche prevedere, non credo sia un tema intoccabile, un contributo di accesso ai mezzi per uso professionale o turistico e la gratuità per quello di residenti o fruitori occasionali, il sistema può prevedere permessi dinamici (basati sul numero di accessi o da revocare al commettersi di infrazioni) e temporali (attivabili ad esempio dalle strutture ricettive) … le potenzialità sono infinite, basta solo avere la fantasia di sfruttarle.

Come ho detto in premessa questi sono solo appunti, la discussione spero sia solo appena iniziata, ma sentivo il bisogno di fissare su carta alcune suggestioni e pensieri maturati in queste ore.

Piazza Roma

170722_PiazzaRoma3La mattina di sabato 22 luglio 2017 ci siamo trovati per un evento simbolico in Piazza Roma a Como: una partita a pentanque … le classiche bocce da spiaggia che senza troppe pretese danno spunto per trascorrere qualche ora di aggregazione.

Lo scopo dell’iniziativa era cercare di sensibilizzare la cittadinanza al riappropriarsi di spazi pubblici, di riportare la centralità della piazza all’interno della vita sociale.

Il pretesto è stato quello di evitare che l’Amministrazione comunale ritrasformi la piazza in un parcheggio.

Sulla funzione urbanistica della piazza e sulla necessità di proseguire sul ridisegno urbano rimando all’articolo dell’arch. Michele Bollini su mediumarticolo dell’arch. Michele Bollini su medium

Devo ammettere che è la prima volta, dopo tanto tempo, che ho fruito di piazza Roma non come luogo di transito ma come Piazza in quanto tale.
La sensazione che ho avuto è di un incompiuto, un’opera con elevate potenzialità che non è stata sufficientemente valorizzata… eppure c’è ancora tempo … se l’idea di trasformarla in parcheggio verrà accantonata.

Proprio per la sua posizione “fuori” dai flussi turistici di massa la piazza si presta ad essere un luogo in cui i comaschi possono vivere la loro Città.
Anziché stalli blu ci vedrei bene dei tavoli con scacchiera, tavoli per il gioco delle carte, uno scivolo e dei giochi per bambini (ovviamente con idonea recinzione per evitare la fuga verso la parti aperte al traffico) nonché la presenza di servizi igienici mantenuti in efficienza.

La piazza potrebbe essere sfruttata per eventi di streetfood, feste, manifestazioni e forse addirittura per cinema all’aperto.

E se l’iniziativa di questa mattina può essere servita a sensibilizzare un po’ i comaschi a riappropriarsi della piazza, se si metteranno da parte posizioni di bandiera o strascichi di campagna elettorale, allora forse tutti insieme, maggioranza opposizione e società civile, potremo contribuire davvero ad una crescita di Como.

Just my two cents,
Matteo Introzzi